Ieri appuntamento dalla dottoressa. Dopo mesi e mesi che evitavo questo incontro.
Come ogni mattina ho fatto colazione, anche se ho mangiato meno del solito – due fette biscottate – e poi mi sono preparata per la riunione delle 9h30.
E dire che volevo scappare da queste riunioni mattutine, e ora ne sono prigioniera fino a dicembre.
Alle 10h30 prendo la macchina per scendere in città. Il tempo di effettuare il percorso sono già le undici.
“Allora, come mai sei qui, che succede?“
“Tante cose. Prima di tutto ero venuta per parlare del mio ciclo. Mi sfinisce.”
“Capisco. Proviamo ad interromperlo, nel frattempo vorrei farti fare quale esame.“
“Ok perfetto.“
Dopo aver “chiuso” il discorso del ciclo siamo passate al mio trattamento per la depressione. Mi ha consigliato di vedere uno/a psicologa specializzato/a nei traumi infantili e mi ha cambiato i medicinali. Le ho chiesto qualcosa che non mi rendesse “apatica” come oggi. Ma un qualcosa che mi permettesse di tornare a ridere.
Già il fatto di rincominciare a vivere da sola, di trovarmi nuovi amici, e di uscire un po’ di più migliorerà notevolmente la mia condizione di vita.
Da oggi, obiettivo felicità!
Appena tornata a casa, ho continuato a lavorare. Inutile dire che ho moltissime cose da fare.

Prima corso WordPress e dopo ho tradotto degli articoli dallo spagnolo all’italiano.
La sera, stanca morta, mi sono messa a guardare Chicago Med, e poi Supernatural.
E li, altra alterazione dell’umore.
Vi ricordate di Leon?
Bene, ci ho parlato qualche mese fa sperando di poter far pace, e cosi è stato, per fortuna.
Ora vorremo collaborare insieme, di nuovo.
Il grande problema è che non voglio stare sotto gli ordini del suo collaboratore, e non voglio nemmeno ritrovarmi ad essere una semplice dipendente. Dopo tutta questa strada, ho il reale bisogno di essere ai vertici di un’azienda, per quanto piccola possa essere.
“Guarda, sinceramente ci devo pensare bene. Per ora direi che non sono convinta.
Perché lavorare con Federico significa fare tutto da sola. E non ho fatto tutta questa strada per diventare una dipendente. Nel senso che finalmente farei tutto il lavoro per nulla… Perché una demo in 3D non mi serve a un granché per il mio portfolio né per la mia azienda, perché non ho né animatori né artisti 3D. Oppure, accettando questi termini, diventerei una semplice programmatrice, e penso di valere di più. Preferisco far uscire una cagata di gioco ma che faccia parte di me.“
Questa è stata la mia risposta, e la cosa mi ha permesso di avanzare notevolmente sul progetto in corso con il mio amico Cristiano.
Ogni volta ritardo l’inevitabile, mi manca cosi’ poco, davvero poco, a realizzare il mio sogno. Devo solo smettere di avere paura sul lato economico e di prendere troppi lavori che mi impediscono di avanzare nel mondo del #gamedev.
L’indomani sempre stessa storia, colazione, lavoro, a letto.
Non so se sia l’effetto dei nuovi medicinali, ma ho l’impressione di aver bevuto settemila caffè.
Ho inviato un messaggio a mio fratello per il suo compleanno, cosa che mi ha fatto ripensare a tante cose visto che non ci parliamo più da anni.
Ma anche questo è un percorso e un lungo viaggio…
Vado a lavorare, che anche oggi ho una giornata intensa.
The show must go on!
Ok, ora la smetto con i tube..!
Magari a questa sera o a domani!